PerchèBerlusconi.01 – Il potere sottovalutato della tv –

Perché tutti continuano a sostenere Berlusconi nonostante tutto? Perché continueranno a votarlo? Lo sappiamo bene, nell’ultimo Paese democratico del mondo il premier si sarebbe dimesso per molto meno, sarebbe bastata la notizia di una relazione con una prostituta. Qui c’è molto, molto di più. Ma il Cavaliere non perde il suo appeal. I motivi sono diversi e si intrecciano tra loro. Quello più banale è il potere mediatico di Berlusconi. Nelle sue mani c’è un impero che concentra tv, editoria cartacea, web e una quantità infinita di marchi a lui riconducibili. I successi di Milan, Fininvest, Mondadori rafforzando la convinzione che sia lui l’uomo della provvidenza. Dalla sua parte c’è l’abilità ad utilizzare questi media, soprattutto la tv. Conosce il potere di questo strumento su una popolazione, tutto sommato, poco scolarizzata, che ancora non ha familiarizzato troppo con i nuovi strumenti del comunicare. Sa, meglio di tutti, che la scatola magica dà alle parole l’autorità che non hanno. Qui si dice ancora: “L’ha detto la televisione”. E la televisione in 50 anni di storia è cambiata poco, basti pensare che nei programmi più popolari vince ancora lo stesso modello di ancorman. Carlo Conti è il doppio abbronzato di Pippo Baudo. Significa che anche l’Italia è cambiata poco, del resto questo è un Paese vecchio. Lo dicono le statistiche. In questo deserto il Cavaliere sa come far passare i suoi messaggi: può dire quello che vuole. Sa che nel flusso catodico verità e menzogna si confondono, i simboli perdono i loro legame con le cose. I giornali? Quelli sono destabilizzanti. Ma, per fortuna, nessuno li legge. Lui stesso non perde occasione per dirlo: “Non leggete i giornali”. Sottovalutare il potere della televisione è un errore. I tecnocrati non saranno d’accordo, si legge e si scrive di tv da troppo tempo. Ma il dibattito è aperto. Del resto, non si può non tenere conto che Forza Italia è nato e in pochi mesi è diventato il partito più forte di tutti proprio grazie alla tv.