Forum delle culture, gestione alla NapoliServizi

La prima riunione operativa sul futuro della governance del Forum delle Culture è finita con una sola decisione, quella di confermare l’attuale comitato scientifico. È stata esclusa anche l’ipotesi di nominare il vicecapo di gabinetto del sindaco Sergio Marotta, presidente della Fondazione. Tutto è stato rinviato alla settimana prossima. Sul tavolo ci sono, ora, tre ipotesi strutturali sulle quali lavoreranno in questi sette giorni i capi di gabinetto di Comune e Regione, Attilio Auricchio e Danilo Del Gaizo. Si tratta di una decisione tecnica che dovrà definire la struttura più snella ed efficiente per la gestione dei fondi e la realizzazione dell’evento e, soprattutto, l’ipotesi che avrà l’impatto economico meno traumatico. L’altra variabile fondamentale da prendere in considerazione è il tempo: bisogna fare in fretta, bisogna essere operativi al più presto possibile. La Fundació di Barcellona ha gli occhi puntati su Napoli, la settimana prossima i vertici saranno di nuovo qui per esaminare i progressi. Se salta tutto, sarà un fallimento anche per l’organizzazione spagnola che ha deciso di puntare sulla città partenopea. Tre le ipotesi al vaglio dei tecnici: ristrutturare la Fondazione, creare una unità autonoma di progetto all’interno del Comune (una società di scopo), passare la gestione dell’evento ad una società in house dell’Amministrazione comunale (e l’unica Partecipata che rispecchia tutti i requisiti richiesti è la NapoliSociale). Sulla Fondazione il giudizio del sindaco Luigi de Magistris è stato netto ed estremamente negativo. Tra l’altro, la ristrutturazione comporterebbe il ripianamento dei debiti da parte di Regione e Comune, una modifica dello Statuto, le nomine di un nuovo Consiglio di amministrazione e un nuovo direttore generale. Tempi troppo lunghi. L’unico aspetto positivo legato a questa struttura è la possibilità di gestire direttamente le risorse europee messe a disposizione dalla Regione. Per quanto riguarda la creazione di una unità autonoma di progetto all’interno del Comune, gli aspetti positivi sono legati all’organizzazione della società, che rispecchierebbe i criteri di leggerezza ed efficienza richiesti; gli ostacoli sono rappresentati, invece, dalla possibilità di utilizzare direttamente i finanziamenti. E l’ipotesi per superare questo ostacolo è, appunto, quella di utilizzare una società in house del Comune. È questa per ora la soluzione strumentale più accreditata. In questo modo Palazzo San Giacomo potrà gestire direttamente l’evento. Chiaramente per alcuni servizi bisognerà fare riferimento a professionalità esterne (cosa che, comunque, veniva già fatta con la Fondazione). Per la gestione degli eventi resta l’ipotesi avanzata dal sindaco, il Comune si occupa di quello che viene realizzato a Napoli (l’80% delle manifestazioni), la Regione del resto. Insomma, in pochi giorni si dovrà fare, bene, quello che è stato fatto, male, in più di 4 anni: creare una governance. Da quando Napoli si è aggiudicata l’evento nel 2007, infatti, non è stato fatto altro, visto che la Fondazione è stata creata nel giugno 2010, perfezionata nell’ottobre dello stesso anno e modificata l’anno successivo. Mesi preziosi si sono perduti, poi, tra il siluramento del vecchio presidente Nicola Oddati, le dimissioni di Roberto Vecchioni a cui sono seguite altre defezioni a catena. Un vero disastro. Ora serve il rimedio. L’aspetto positivo è rappresentato dall’intesa ritrovata tra il sindaco e il governatore Stefano Caldoro.

pubblicato su il Giornale di Napoli del 28 febbraio 2012

Ma De Magistris ha già scaricato Vecchioni

La vicenda sul compenso di Roberto Vecchioni per la presidenza del Forum delle culture è paradossale. De Magistris chiama il cantautore milanese per guidare l’organizzazione del grande evento che si terrà a Napoli nel 2013. L’immagine che abbiamo tutti di lui è quella dell’artista impegnato di sinistra, della star che continua ad insegnare al liceo per tutta la vita nonostante i suoi impegni più remunerativi. Insomma, il professore è l’incarnazione perfetta dell’antidivo. Durante la campagna elettorale per le Comunali ci mette la faccia, scende in campo per l’ex pm, lo aiuta a scassare tutto. L’apporto non è determinante, ma è un contributo importante visto che il cantante viaggia sull’onda lunga del trionfo al Festival di Sanremo. Il neosindaco lo premia affidandogli la guida di una manifestazione internazionale. Ebbene, il primo atto ufficiale del professore è quello di bussare a soldi. Durante la prima riunione del rinnovato Cda dice, in sostanza, che per rinunciare a tutti i suoi impegni ha bisogno di un cachet adeguato: lo stipendio del precedente presidente, 70mila euro, più una quota per i diritti di immagine di 150mila euro. È esattamente da questo momento che il mito del cantautore si sfalda. Nelle repliche alle polemiche sull’inadeguatezza dello stipendio, Vecchioni fa un errore gravissimo: si carica della responsabilità della polemica, entra nell’arena politica dove, chiaramente, viene sbranato. De Magistris, che ha il fiuto del leader di lungo corso, resta fuori dalla mischia, non si sporca le mani, immola il suo agnello e si scarica incredibilmente delle responsabilità politiche, che sono tutte sue, chiaramente. Se, alla prima mitragliata mediatica, Vecchioni avesse detto: “Non ci sto, mi faccio da parte”, il sindaco sarebbe dovuto scendere lui nello scontro istituzionale e politico, si sarebbe dovuto fare garante di scelte avventurose e dispendiose, e magari l’avrebbe spuntata. In questo caso Vecchioni ci avrebbe comunque guadagnato. Sia se fosse rimasto sia se avesse lasciato. In quest’ultimo caso ci avrebbe lasciati tutti con un palmo di naso, “ce ne siamo fatti scappare un altro”, avremmo detto. Vecchioni, invece, ha argomentato malamente e pubblicamente il suo diritto al supercompenso, mettendo il dio denaro davanti all’ideale annunciato: “Lo faccio per Napoli”. Ha, ingiustamente, accusato il suo predecessore, sbagliando argomento: “Firmava solo le carte”. Tutti sanno che il Forum, che aveva una struttura ridottissima, era, praticamente, Oddati, che ha fatto il diavolo a quattro per avere l’evento a Napoli. Il professore ha peccato di ingenuità, ha fatto la figura dell’arraffone, e, probabilmente, ha perso un’occasione. Ma è successo solo perché De Magistris lo ha scaricato al primo ostacolo. Vecchioni, in realtà, è stato scaricato subito anche dal suo addetto stampa Arnoldo Mosca Mondadori (si veda precisazione nei commenti) che ormai liquida tutti dicendo che si sta occupando della casa editrice. Ma c’è ancora la possibilità di ricucire, anche se con Vecchioni presidente resta l’errore nel merito della scelta: se si deve pagare per l’immagine, bisogna farlo per una vera star, non per un cantautore, che, per quanto bravo, ha un target molto ristretto anche sul territorio nazionale. O per un amministratore competente, del resto il Forum, come qualcuno ha ricordato, non è il Festival di Sanremo.